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  venerdì 14 dicembre 2018 ORIGINI DELL'ACCADEMIA IMPERIALI Registrazione 
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                     ACCADEMIA IMPERIALI

Libero Sodalizio Letterario e Scientifico

 

ORIGINI

 

L’Academia Imperialis”, nasce a Roma nel 1705,sotto la protezione del  cardinale Giuseppe Renato Imperiali. Il nucleo promotore ebbe molti studiosi accreditati che curavano,tra l’altro,la Biblioteca Privata del Cardinale.

 

L’accademico,mons.Giusto Fontanini(1) ,noto per la sua erudizione, nel 1711 preparo’ il catalogo generale del  patrimonio librario chiamato : “Bibliothecae Josephi Renati Imperialis Catalogus”.

La Biblioteca conservava oltre al patrimonio librario,tra i piu’ ricchi ed importanti del XVII secolo in Europa,anche inestimabili opere d’arte pittoriche,scultoree ed archeologiche.

 

Ma con la morte del cardinale,avvenuta all’eta’ di 85 anni,svani’ il sogno di una Biblioteca Pubblica,come invece egli auspicava nella redazione del suo testamento,in cui al Principe di Francavilla  suo nipote e legatario ordinava  la dotazione di un assegno per la sua manutenzione e il suo accrescimento.Tuttavia,neppure l’ Academia Imperialis riusci’ nell’intento e gran parte delle collezioni di inestimabile valore risultarono disperse.Una parte dei volumi,tuttavia,fu trasportata a Francavilla,ma come scrive lo storico Pietro Palumbo, “non c’e’ documento da cui risulta  l’uso pubblico”(1A).

 

Alla morte  dell’ultimo Imperiali,parte di essi furono rubati  e parte,sottratti dalla Casa di Latiano e venduti in varie zone d’Italia,in particolare a Roma e a Brindisi .Molti  di essi furono acquistati da Annibale de Leo,il quale fondo’ in Brindisi (1798) la prima biblioteca pubblica di Terra d’Otranto,l’attuale biblioteca pubblica Arcivescovile “De Leo” di  Brindisi.

 

Da allora parve tacere inesorabilmente il lustro e la fama consacrata dall’ Imperiali e si dovette attendere il 1984,quando,su iniziativa del dott. Francesco Fullone,cultore di lettere e storia,con l’aiuto di validi professionisti,tra i quali il prof. dr. Emanuele Calo’,il dr. Francesco Carriere,il dr. Gabriele Rampino,di eminenti vaticanisti,sotto gli auspici di S.E. il vescovo emerito di Oria,mons.Alberico Semeraro,uomo di straordinaria luminosita’,preparazione ed intelligenza, e di S.E. Rev.ma mons. Armando Franco, vescovo di Oria,sulle vestigia dell’  “Academia Imperialis”,legata a S.E.R. il Cardinale Giuseppe Renato Imperiali,sotto l’egida dei Riformatori Culturali,venne rifondato il sodalizio con la  denominazione di ACCADEMIA IMPERIALI,per tenere sempre vivo il ricordo di un uomo illuminato,che contribui’ allo sviluppo della societa’ europea,favorendo l’approfondimento degli studi in tutti i campi dello scibile umano,attraverso i piu’ grandi uomini di cultura e pensatori del tempo,vicini a lui e alla sua biblioteca privata,che rappresentava il punto di riferimento piu’ importante e luminoso in Europa.

La presidenza,ricoperta da principio dal dott. Francesco Fullone,ininterrottamente dal 1984 al 1991,fu successivamente assegnata al prof. Emanuele Calo’,illustre odontoiatra,gastroenterologo e libero docente dell’Universita’ degli Studi di Bologna.Attualmente,riveste l’alto ufficio il prof. Elio Pagliarulo,otorinolaringoiatra e docente di Istologia Umana presso l’Universita’ degli Studi di Bari,sotto la direzione generale del dott. Francesco Fullone.

 

A tutt’oggi l’Accademia Imperiali,come recita lo statuto, ha come fine quello di arricchire le conoscenze atte a favorire i processi di integrazione europea e il dialogo  tra tutti i popoli mediante la promozione di studi e iniziative pubbliche con particolare riferimento alla promozione della ricerca scientifica e della tutela dei diritti dell’uomo e alle implicazioni che da esse derivano in campo giuridico,sociale e culturale”.

L’Accademia,inoltre,promuove:

La valorizzazione dell’uomo,senza distinzione di razza,estrazione sociale o confessione religiosa,attraverso una educazione etico-sociale utile a permettere una crescita armonica globale,nel rispetto delle sue radici;

L’organizzazione dei servizi utili al miglioramento della societa’ civile;

L’assistenza sociale ai piu’ bisognosi ed indigenti;

L’istruzione e la formazione dei giovani,privilegiando i settori di maggiore attualita’ ed utilita’ e il loro inserimento sociale;

L’assistenza morale e materiale a tutti coloro che sono bisognosi di cure  per aiutarli al raggiungimento dell’autonomia e riprendere autonomamente il cammino della vita;

La pace dei popoli con l’educazione dell’uomo alla comprensione e tolleranza reciproca;

Lo sviluppo culturale del fanciullo,educandolo al rispetto dell’equilibrio universale della natura e alla sua difesa;

Le attivita’ culturali,turistiche e ricreative del tempo libero per migliorare la qualita’ della vita dei soci;

Tutti quei settori che in futuro si renderanno utili per migliorare la promozione dell’uomo e che lo potranno  portare a migliorare la propria esistenza.

 

 

Brevi note sul  Cardinale

GIUSEPPE RENATO IMPERIALI

 

Giuseppe Renato Imperiali, quinto di dodici figli,nacque a Francavilla Fontana (Brindisi) il  1 maggio 1651 dal  I Principe di Francavilla, Michelino Imperiali (2)  e dalla dama patrizia  Brigida Grimaldi.

Egli fu battezzato da D.Francesco Milone, Vicario di Oria e tenuto in fonte battesimale dal vescovo Raffaele Palma il 23 marzo 1652.

 

Trascorse la sua fanciullezza e parte della sua adolescenza a Francavilla  Fontana aiutato nello studio dai suoi precettori.

 

Giunto  all’eta’ di  sedici anni,parti’ per Roma dove fu affidato  alle cure  di suo zio,il  cardinale Lorenzo,anch’egli francavillese,il quale con speciale indulto di Clemente X  lo fece entrare nel Collegio degli Ungari e Tedeschi  e gli fu conferita  la croce di Cavaliere dell’Ordine Gerosolimitano.

 

Studio’ in quel collegio lettere,giurisprudenza,filosofia e teologia.

 

Ottenuta la laurea dottorale nell’una e nell’altra legge e in Sacra Teologia,  entro’ in prelatura ed ottenne l’ufficio di Chierico  della Camera Apostolica (1670-1676).

 

Papa Innocenzo XI lo nomino’ Tesoriere  Generale.

 

Papa Alessandro VIII il 13 febbraio 1690 lo fece cardinale Diacono col titolo  di S.Giorgio in Velabro e lo mando’ legato  in Ferrara nel quale ufficio fu riconfermato dal successore Papa Innocenzo XII.

 

Da quanto riporta il Guarnacci in “Vitae et Res Gestae Pontificum Romanorum et R.E. Cardinalium a Clemente X usque ad Clementem XI Romae MDCCLI T.I. Sumptibus Veneti”,si apprende che  : “Plura contulit beneficia in illius provinciae utilitatem .…”.

Da tali  notizie si evince che “ Egli rese molti benefici a quella provincia:ricostrui’ strade dissestate e usurate dal tempo e ne apri’ di nuove;bonifico’ terreni malsani e paludosi,rendendoli salubri.Nel periodo in cui l’Italia era in guerra ,aumento’ l’approvvigionamento pubblico di viveri e distribui’ fra i cittadini una ingente somma di denaro da destinare all’acquisto di vino, perche’ nessuno avesse a patire la fame e gli stenti.Aumento’ le pubbliche produzioni ed esento’ i cittadini dal pagamento di alcune imposte.

 

Riapri’ e destino’ ai giovani rampolli dell’aristocrazia il Collegio intitolato a Penna e istituito per i sussidi dell’ambasciatore Alberto Penna,che per lungo tempo era rimasto chiuso. Con strenuo coraggio,inoltre,difese militarmente,dalle incursioni dei signori confinanti,i territori posti sotto la sovranita’ ecclesiastica.Nel tempo in cui svolgeva fedelmente il suo dovere di legato di Ferrara,ottenne anche l’incarico di coprire la sede vacante di quella citta’,dimostrando nei confronti dei cittadini la medesima integrita’ morale,solerzia e fede religiosa, che riservava allo svolgimento del sacro ministero ecclesiastico”.

 

Il Cardinale Imperiali , uomo di elevatissima intelligenza e dai molteplici  interessi, riusci’ ad  entrare nei piu’ segreti favori di papa Clemente XI e a Roma , all’ombra della sua porpora cardinalizia, riusci’ a dare  convegno in casa propria (Palazzo Imperiali ), a letterati,pittori,

architetti, divenendo un importante punto di riferimento culturale in Europa (3).Attorno a lui si creo’ una corte di cui facevano parte intellettuali,medici,artisti (pittori,scultori,

ebanisti,ecc.) :amava proteggere la cultura e le arti attraverso il mecenatismo,divenendo egli stesso committente di opere che esaltavano la magnificenza del suo casato,delle sue imprese diplomatiche e  della cultura quale promozione dell’uomo tesa al miglioramento del suo benessere fisico,psichico e spirituale.(4)

 

A consacrare  la fama imperitura del porporato,contribui’ l’opera di Alessandro Guidi (1650-1712) uno dei massimi interpreti del gusto letterario arcadico,il quale,nelle “Rime”, riserva un ruolo di spicco alla dignita’ e al valore del Cardinale Imperiali:

 


 

Al Sig.Cardinale Giuseppe Renato Imperiali.

Roma non mai soggiogata dal tempo

Oh se l’ombra di Ciro

Lungo l’Eufrate oggi movesse il piede!

Fuori dell’antica sede

Babilonia vedrai pianger sul lito;

vedrai le reggie dell’impero assiro

per ermi campi inonorate e sparte,

e l’ampie mura di splendore ed arte

oggi d’arbe insidie orrido albergo;

che’ tanto puo’ colui che armato il tergo

di vanni eterni su per l’alta mole

sta sempre al fianco al corridor del sole.

Egli e’ colui che quaggiu’ spinge gli anni

E lor rapidi sdegni.

Onde trasforma la sembianza ai regni

E cangia sede ai mari;

ma qualor volge il ciglio

all’Aventino,al Tebro,

tutto l’orgoglio suo vede in perielio;

e vér  se stesso e il suo poter s’adira,

pensando che a domare indorno aspira

Roma,che prende ogni gran piaga a gioco

E dal cenere ancor s’erge superba;

e cosi’ ei vede farsi

con il suo tormento e scherno

delle glorie latine un giro eterno.

Gia’ non pensaro i secoli feroci,

allor che vider del real bifolco

girar qui intorno l’animoso aratro,

che dal negletto solco

sorger dovesse la fatal nemica;

Quindi dell’ira lor l’alta fatica

Incominciaro,e le dier tanta guerra

E quando visse in regie spoglie accolta

E quando  alto sostenne

La consolar bipenne,

che discordia civil di mani le tolse;

e da che il ferro e l’opra

dell’indomito Bruto

dai numi ebber rifiuto

e la temuta dignita’ risorse,

quanto sul Lazio corse

il pie’ degli anni irato,

e quante sul Tarpo moli famose

a terra sparse e in cieca notte ascose.

Ne’ stanco o sazio di recare affanno

Il fero veglio alato ancor congiunse

L’ira de’ Goti alle stagion crudeli;

e la donna del mondo a tal poi giunse,

che il crin s’avvolse entro i funesti veli.

 

Non pero’ da vilta’ perse consiglio,

non di pianto porto’ le guance asperse,

ma tacita nel seno

l’orma del ferro e dell’eta’ sofferse,

e talora miro’ le sue sventure

come leon che con terribil faccia

guarda le sue ferite e altrui minaccia;

Speravan gli anni di mirar estinto

Di Roma alfine lo splendore e il nome;

poiche’ nel vatican,cinta le chiome,

seder vedean sul trono

della virtute antica

altra placida e lenta

e di pietate amica,

Quindi dicean:-Se apparira’ sul Tebro

Novo duce africano,

e qual rotulea mano

andra’ di Libia a fulminare il seno ?

chi rechera’ la foce,onde cartago

vide ne’ suoi gran danni

tanto intorno avvampar le terre e i mari ?

Sperava forse Roma

In mezzo ai duci incatenati e ai regi

Vedere i figli suoi

Tornar dall’Asia doma,

e co’ felici esempi

ornarle il seno di teatri e templi ?

cosi’ soleano lusingarsi l’ire

dell’aspre eta’ nemiche

entro il loro destre;

e intanto il fato del romano impero

varcava il Gange sotto i novi augusti;

e la citta’ latina

in si’ bella sembianza anco e’ risorta,

che l’antiche ruine ormai conforte,

ed or stan le bell’arti in lieto ardore

nel mirar di Clemente i gran pensieri,

per cui verra’ che l’alta donna speri

il chiaro aspetto del primiero onore.

Gia’ l’ardire degli anni

Paventa d’incantar ne’ suoi viaggi

Nove offese sul Lazio e novi oltraggi.


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le vicende politiche,poi,gli aumentarono fama ,importanza e potenza.

Uno dei suoi piu’ grandi successi fu quando – nel 1711 - il papa Clemente XI lo  nomino’ suo legato a latere per le accoglienze all’Imperatore Carlo VI, allo scopo di  riannodare le relazioni  tra questi e la Santa Sede,troncate durante la guerra di  successione. L’incontro a Milano fu un grande trionfo.

Tanti onori lo fecero salire ancora piu’ in alto.Le sue buone attitudini lo condussero  ad essere PREFETTO DELLA CONGREGAZIONE DEL BUON GOVERNO  e la riordino’ cosi’ fattivamente  che Clemente XII con bolla speciale  gli  estese i poteri.

 

Della sua opera prestata  in Roma e fuori, scrisse il Guarnacci:”Romam redux congregationibus quibus fuerat adscriptus semper  interfui tea diligentia atque assiduitate ut cardinalis irreprehensibilis et quotidie operosus haberetur.

 

“Di ritorno a Roma,in qualita’ di membro della Congregazione del Buon Governo,sempre si distinse per diligenza e operosita’,tanto da essere ritenuto un cardinale irreprensibile e attivo ed essere eletto capo della suddetta Congregazione. Si racconta che un anno,durante le ferie autunnali egli svolse la visita pastorale in una provincia dei territori ecclesiastici a proprie spese e laddove non pote’ essere presente personalmente, invio’ in sua vece alcuni presuli della Congregazione e cio’ per verificare la situazione effettiva della sua comunita’,per indurre i debitori a saldare i conti,per rimpinguare le  casse pubbliche.

 

Inoltre se  strade o ponti o altri edifici pubblici necessitavano di una riparazione,egli non esitava a delegare le spese alla propria Congregazione.

Difensore della giustizia e caparbio nei suoi propositi,aspirava a ricoprire sempre nuovi incarichi e giammai si dimise da quelli gia’ conferiti,poiche’ da essi desiderava ottenere il riconoscimento della gloria e non la ricchezza.Anche per questo motivo soleva chiamare con il nome di “ignavi e spregiatori di gloria” coloro che sfuggivano gli oneri derivati dalla fama.

Resistente alle fatiche,consolatore dei poveri,sostenitore dei buoni,accoglieva sotto la sua ala protettrice soltanto coloro che erano veramente onesti e virtuosi.(5)

 

Il Cardinale Imperiali fu inoltre presidente della DISCIPLINA DEI REGOLARI, Protettore  degli Agostiniani, dei Virginiani dell’Accademia Ecclesiastica,dell’Academia Imperialis , del Collegio Apostolico dei sacerdoti e monaci penitenti e del Collegio degli Ungheri Tedeschi.

Piu’ tardi passo’ dall’ Ordine de’ Diaconi a quello dei preti  mutando il titolo di S.Giorgio in Velabro con quello di S.Lorenzo in Lucina.Prese parte a cinque Conclavi,a quello  del 1691 che nomino’ Innocenzo XII;a quello del 1700 nel quale fu eletto Clemente XI; a quello del 1721 nel quale fu scelto Innocenzo XIII; a quello del  1724 nel quale fu nominato Benedetto XIII; ed a quello  del 1730 nel quale ottenne i voti Clemente XII.In questo Conclave sarebbe  riuscito Papa a maggioranza di voti  se non ci fosse stato il  voto contrario del  cardinale Bentivoglio ,il quale presento’ l’esclusiva a nome del  re di Spagna . Re Filippo infatti, geloso degli ottimi rapporti tra l’Imperiali  e l’Imperatore,fu irremovibile. Fu,quindi,eletto il cardinale  Lorenzo Corsini,con il nome di Clemente XII.

 

 

 

 

 

 

 

Il Cardinale Giuseppe Renato Imperiali, Mori’  in Roma il 15 gennaio 1737 assistito dal suo nipote Cardinale Cosimo Imperiali (1685-1764) .

 

Oggi nella sacrestia della collegiata,accando al ritratto del Borromeo,si ammira quello  di Giuseppe Renato Imperiali,che un tempo si trovava nel castello.

Sepolto a Roma nella Basilica S. Agostino ,  il nipote Michele gli fece costruire uno   splendido monumento nell’altare in cornu epistolae.

“ Esso sorge su un basamento in cui si aprono due porticine settecentesche (6),che occupano tutta la parete adorna da specchi marmorei policromi.Il grandioso insieme venne eseguito su disegno dell’architetto senese Paolo Posi(1708-1776) ed e’ formato da una piramide addossata alla parete davanti alla quale la Fama,allegoricamente rappresentata da una giovane figura alata,sorregge un grande medaglione contenente il ritratto del defunto eseguito a mosaico da Pietro Paolo Cristofari (1685-1743) -(7) su disegno originale di Ludovico Stern (17091777)  (8); in basso,ai lati del sarcofago su cui posa un’aquila recante emblemi – la mitria,il cappello cardinalizio,dei libri,una croce – sono altre due figure allegoriche alludenti alle due principali virtu’ del defunto,la Carita’,a sinistra, e la Fortezza d’animo, a destra;entrambe,assieme alla statua della Fama,sono opera di Pietro Bracci (1700-1773).

Sotto il monumento e’ un grande cartiglio con iscrizione (9) circondato da fogliami bronzei e affiancato,in alto,da due teschi alati.L’ideatore del monumento,Paolo Posi,esponente tra i piu’ significativi del ‘700 romano (10),fu per anni architetto di casa Colonna e spesso autore di apparati per le feste,secondo un gusto che si ritrova poi nelle sue architetture anche funerarie “che  trasportano la severita’ delle allegorie berniniane in una atmosfera di spigliata gaiezza ricco”,come dice il Portoghesi, e continua: “Il sepolcro Imperiali risulta ,tuttavia,piu’ “composto” e “il tono gaio della policromia,che ricorda la tavolozza di Pompeo Batoni,forma un calcolato contrasto con i macabri teschi alati  sorreggenti la targa”.

Gia’ il Venuti,descrivendo il monumento,lo aveva definito “di bizzarra e nuova invenzione … ricco di metalli e marmi antichi”.Le tre figure allegoriche vennero eseguite da Pietro Bracci intorno al 1741,data in cui lo stesso scultore, principale esponente,assieme a Filippo della Valle,della scultura tardo-barocca romana,le ricorda nel suo Diario(11).

Anche lo schema della tomba e il suo significato sono ormai non piu’ volti a sottolineare l’unione dello spirito con Dio,come era stato nel ‘600,ma piuttosto sottintendendo la volonta’ di mantenere vivo il ricordo del defunto,cosa cui allude la Fama nel sorreggere il ritratto del cardinale,volando davanti all’emblematica piramide,simbolo dell’eternita’(12)”.

 

Il fastoso monumento sepolcrale,eretto per eternare la figura eccelsa del cardinale,riporta la seguente epigrafe,nella quale si compendia tutta la sua vita:

 

IOSEPHO RENATO

TITULI S.LAURENTII IN LUCINA

S.R.E. PRESBYTERO CARD.IMPERIALI

LEGATIONE FERRARIENSI ET ALTERA OFFICII CAUSA

AD CAROLUM VI CAES. HISP. REGEM PERFUNCTO

MAGNITUDINE ANIMI ET CONSILII

FIRMISSIMA IN SEDEM APOSTOLICAM FIDE

PUBLICIQUE BONI STUDIO

 SUO AEVO CLARISSIMO

ET A CIVITATIBUS ET OPPIDIS PONTIFICIAE DITIONIS

QUORUM PATRIMONIIS PRAEFUIT

PARENTIS LOCO HABITO

 

QUI VIXIT  ANNOS LXXXV MENS. VIII DIES XVII

OBIIT  XVIII  KAL.  FEBR.  A.D.  MDCCXXXVI

MICHAEL  IMPERIALIS PRINCIPES  FRANCAVILLAE

                                            HAERES                                                    

                                            POSUIT

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